​LA CANTINA

 

Bianco di Abbadessa.
Rosso di Cipponeri,
Abbadessa, 
Cipponeri, Aruta, Spumante brut metodo  classico.

Cantina Ansaldi
Cantina Ansaldi

La barricaia della cantina ansaldi

La barricaia Ansaldi
La barricaia Ansaldi

Nella barricaia

Le barrique
Le barrique

Cantina Ansaldi
Cantina Ansaldi

La barricaia della cantina ansaldi

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Donna Franca è anche la sede dell’azienda agricola di famiglia, dove si trova una cantina dotata di botti di rovere e macchinari moderni ed efficienti.

Sotto la guida di Giacomo Ansaldi, il Baglio si è trasformato in museo del vino in cui riscoprire valori tradizionali, storia della viticoltura e vini biologici da vitigni autoctoni.

Un fortissimo senso di identità, unito ad una grande passione, hanno consentito la realizzazione di una suggestiva cantina, un laboratorio perfetto dove gli amanti del vino possono partecipare ad esperienze ricche di significati e contenuti.

L’azienda Ansaldi produce 5 vini biologici.
2 Grand cru: Cipponeri e Abbadessa
2 Premier cru: Rosso di Cipponeri e Bianco di Abbadessa
1 Vendemmia tardiva: Aruta
1 Spumante brut metodo classico

  Cipponeri                 Abbadessa           Rosso di Cipponeri    Bianco di Abbadessa              Aruta          

L’incontro tra patrimonio culturale, identità e passione per il vino riporta in auge e valorizza l’autentico vino siciliano


Dalla perseveranza e dalla lungimiranza dell’enologo marsalese Giacomo Ansaldi, nasce l’idea di dare al Baglio dei Florio una seconda vita e una nuova destinazione d’uso, quella di Agriturismo, al centro di una delle aree viticole più importanti e storiche d’Italia.

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 In quella che viene chiamata la “città del vino”, i fattori naturali del terreno e il clima mite risultano eccezionalmente favorevoli per la coltivazione della vite, tanto da rendere la viticoltura l’attività più praticata a Marsala e nei dintorni, fin dall’antichità e dai primi stabili insediamenti. La coltura della vite venne infatti introdotta a seguito della colonizzazione da parte dei fenici e dei cartaginesi, dapprima sui terreni di Mozia (antica colonia punica) per poi diffondersi a Marsala e sulle colline circostanti.  Tra vicende alterne e svariate contaminazioni culturali, a partire dal 1773 i primi imprenditori inglesi scoprirono le potenzialità locali e distribuirono il vino prodotto a Marsala in tutto il mondo. 

La realizzazione e la diffusione del vino Marsala si devono infatti proprio ad un commerciante inglese di Liverpool, John Woodhouse, che per primo intuì le potenzialità del nostro vino e l’enorme successo che avrebbe potuto riscuotere all’estero. Il Marsala, infatti, è un vino fortificato che trae origine dal prezioso vino Perpetuo, il vino delle famiglie contadine, realizzato tramite una particolarissima tecnica di invecchiamento che consente la permanenza in botte idealmente in eterno. 

La riscoperta della nostra identità 

La riscoperta e la valorizzazione della viticoltura marsalese passano attraverso il recupero delle varietà dei vitigni indigeni abbandonati dopo l’arrivo degli inglesi. L’azienda ha scelto di realizzare innesti in campo per ricreare i vigneti e conservarne il genoma con l’intento di preservarne la biodiversità. In campo non vengono usate sostanze chimiche di sintesi, nel pieno rispetto delle caratteristiche del suolo, dell’ambiente e della biodiversità. Sono stati impiantati i capostipiti della viticoltura siciliana: Insolia, Catarratto, Zibibbo, Grillo, Perricone e Nero d’Avola.

I nostri vini biologici, l’identità in bottiglia

Vinifichiamo con procedure tradizionali, grazie a metodi all’avanguardia. I vigneti di proprietà si estendono per circa 11 ettari. Vengono coltivati applicando un metodo rigorosamente biologico, in cui non vengono assolutamente usate sostanze chimiche di sintesi. Ciò  valorizza le risorse naturali del terreno, nel pieno rispetto delle caratteristiche del suolo, dell’ambiente e della biodiversità.  Produciamo in questo modo cinque vini biologici, due Grand cru, due Premiere cru, un Passito da uve Zibibbo.